Conto termico 2.0: ecco come accedere ai fondi

Il bonus Conto Termico è un’agevolazione istituita dal Gestore Servizi Energetici (GSE) al fine di migliorare la fruizione dell’efficienza energetica. Lo scopo della manovra è quello di valorizzare e riqualificare le prestazioni dei propri edifici; il bonus mira ad abbattere il costo sostenuto per il rimodernamento, in modo tale da recuperare quanto investito in breve tempo. Prima di scendere maggiormente nel dettaglio per aprire una breve panoramica sul suo funzionamento e sulle modalità di richiesta, abbiamo deciso di presentare genericamente gli obiettivi della manovra che ha già sostenuto milioni di italiani negli ultimi anni.

Il provvedimento in questione non è una novità recente, in quanto è stato introdotto con il Decreto Ministeriale del 28 Dicembre 2012, ma è bene parlarne in un momento storico in cui l’attenzione al dispendio energetico sta facendo i conti con il carico di inquinamento e con l’aumento della produzione nelle nostre metropoli.

Conto termico: cos’ è come funziona? Tutte le novità 2019

L’incremento e la valorizzazione del risparmio energetico prodotto da fonti rinnovabili, è il cavallo di battaglia del GSE, il vero promotore del bonus in questione. Di conseguenza possono beneficiare del Conto Termico sia le Pubbliche Amministrazioni sia i privati cittadini che siano capaci di attestare la concordanza degli specifici requisiti d’accesso.

Il limite massimo del bonus si aggira intorno ai 5.000 per rata, e i tempi di pagamento sono dilazionati in circa due mesi. Gli incentivi consentono di agevolare – e non poco – i consumatori: il Conto Termico permette di risparmiare una percentuale che varia dal 40% al 65% della spesa sostenuta.

Bonus Conto Termico: da cosa dipende e come calcolarlo?

La prima agevolazione (40%) concerne tutti gli interventi che hanno come obiettivo quello di isolare e coprire le pareti del proprio immobile, sostituire le chiusure finestrate, installare schermature solari o tecnologie moderne che valorizzano l’energia derivante da fonti sostenibili.

Il tetto massimo di percentuale (65%) riguarda invece i lavori derivanti dalla demolizione e la ricostruzione di edifici che abbiano un sistema energetico nZEB, nonché la sostituzione di impianti tradizionali con sistemi ibridi. La novità è particolarmente interessante per quanti usufruiscano ancora di un sistema di riscaldamento a forte impatto ambientale. L’innovazione tecnologica, infatti, permette di installare impianti a pompe di calore, apparecchi a biomassa o sistemi solari termici.

In particolar modo le pompe di calore sono diventate un must-use negli ultimi anni, con un picco di richieste solo nel 2019. Il motivo è presto detto: il sistema in questione permette di estrarre il calore da una fonte naturale (acqua, vento o terra, di tipo meccanico) e consente di trasportarlo all’interno dell’edificio secondo la temperatura richiesta.

Pompe di calore e bonus conto Termico

Le disposizioni 2019 chiarificano come la richiesta dell’incentivo possa essere presentata dal soggetto che ha sostenuto a suo nome le spese dell’intervento o dall’ESCO che ha stipulato con l’individuo interessato un contratto di servizio/prestazione energetica. Il bonus, inoltre, può essere richiesto solo in caso di sostituzione – e non installazione – di un impianto preesistente. La guida aggiornata step-by-step per la richiesta del rimborso è presente sul portale ufficiale del sito GSE: dopo l’iscrizione alla sezione Portaltermico, è necessario compilare nello specifico il format preposto.
Contare sulla competenza dei professionisti del settore, inoltre, è il primo passo per poter economizzare sul proprio sistema energetico, tenendo a mente l’importanza della salvaguardia ambientale.



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